Cappuccetto Rosso Sangue

Questo è il mio film da febbre, è uno dei pochi che possiedo in DVD ed è l’unico che guardo durante i tanti virus che puntualmente mi prendo ogni inverno… Il motivo? Per prima cosa contiene scene come quella iniziale di Valerie, la protagonista, con un ascia in mano e Peter il bel boscaiolo, che con fare sicuro le intona un dolce <<dammela>>, mentre lei senza il minimo turbamento risponde <<e tu che mi dai in cambio?>> Scoppio ogni volta in una sonora risata.
In secondo luogo adoro l’ambientazione il tipico paesino medievale, il bosco, la neve e i lupi; lo ammetto ovunque ci siano lupi, tendo a sviluppare un’insensata ossessione.
Avente lo stesso regista di di “Twilight“, “Cappuccetto Rosso Sangue” ha collezionato le medesime critiche e prese in giro, razionalmente capisco le motivazioni di quest’ultime, ma non riesco proprio a disprezzarlo, è una rivisitazione della fiaba originale che adoro, inoltre lo trovo particolarmente rilassante e terapeutico.

La storia vede un villaggio tormentato da un lupo mannaro, Valerie ovvero cappuccetto rosso, è divisa fra due fuochi Peter colui che ama e Henry il suo promesso sposo scelto dai genitori. Come se ciò non la turbasse abbastanza, sua sorella viene uccisa dal lupo, da quel momento si scatena una folle caccia al mostro da parte di tutti gli abitanti, in loro aiuto arriverà il sacerdote Solomon, che confesserà la vera natura del lupo, svelando che abita proprio fra le mura del villaggio; lo spettatore si ritroverà a compiere teorie e deduzioni come un vero detective fra colpi di scena, morti, l’inquietante nonnina e tormenti d’amore; fino ad arrivare all’insospettato colpevole.

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