La quinta onda (The 5th wave)

Diretto da J Blakeson, “La quinta onda” mette in scena un devastante attacco alieno con scopi di distruzione verso la razza umana, attraverso quattro onde quali: interruzione elettrica, tsunami, epidemie e impossessamento degli umani da parte di extraterrestri.
L’azione incomincia all’alba della quinta onda, quando Cassie Sullivan, si mette in marcia alla ricerca del fratello Sammy, portato in una base militare assieme a molti altri ragazzi con lo scopo di farne dei soldati.
Come è facile immaginare dalla trama è una pellicola dall’anima americana, spari, patriottismo e eserciti. Il punto focale di tutta la storia, sono i mille fraintendimenti su chi dovrebbe essere alieno e chi umano, oltre naturalmente alla disperata ricerca di Cassie (Chloë Moretz), che fa notare il suo dolore e la sua ansia ansimando ogni tre per due sulla telecamera.

Che dire quindi su “La quinta onda”? Mi è sembrata un po’una copia di “The Host“, anzi sarebbe meglio dire un prequel; quest’ultimo tuttavia aveva un intreccio di storie romantiche in grado di far dimenticare i buchi di trama, la storia d’amore di Cassie invece è abbozzata, non ha un inizio e tanto meno una sorta di finale che sia comprensibile. Gli alieni per giunta mi sono sembrati al quanto stupidi nelle decisioni, nonostante siano rappresentati come razza superiore.
Il film certamente voleva impartire più di una morale (sempre in stile evviva l’America) come: “puoi sconfiggere ogni avversità se persisti a sperare”, o “l’alleanza e l’amore fanno la forza” oppure più semplicemente “spara a qualsiasi cosa vedi”… Insomma non voglio dilungarmi troppo in questa recensione poiché non consiglierei la visione di questo film, il ricordo delle esplosioni continue che hanno inserito per creare un po’ di scena, mi ha perseguitata fino a quando non ho fatto scorta di “storie sensate”.

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