Licantropia

Licantropia (Ginger Snaps Back) è ambientato nel 1815, nei pressi di una foresta canadese, tratta la storia di due sorelle non molto brave a recitare, ma con una passione per il vagare senza meta. Le scene iniziali ritraggono un accampamento indiano completamente distrutto, dove gli unici abitanti sono cadaveri smembrati e una vecchia donna che tenta di mettere in guardia le nuove arrivate, borbottando la frase: <<una sorella ucciderà l’altra>> come sotto gli effetti dell’alcol. Le due, giustamente, accettano dalla cara nonnina collane con teschi di corvo come doni, ma dopo circa venti metri, la sorella più giovane finisce in una trappola per lupi, da questo momento della pellicola in poi, le protagoniste avranno in ogni sequenza espressioni sconvolte con tanto di bocca aperta e occhi spalancati.
Non passa molto tempo, prima che appaia un indiano di bell’aspetto per liberare la malcapitata dalla trappola, nonostante le sorelle continuino a guardarlo come fosse un avanzo di galera, decidono di seguirlo fino a un fortino popolato da disperati. Un po’ alla volta si rendono conto che la gente che le circonda è terrorizzata da qualcosa di libero nella foresta, qualcosa di mostruoso e incontrollabile (persone a quattro zampe con brutte maschere da lupi), che attaccano improvvisamente il fortino; le sorelle pronte all’azione e consapevoli del pericolo che corrono (date le facce sconvolte), cercano di fuggire da quel luogo, tuttavia la maggiore si fa incomprensibilmente mordere da un bambino mannaro e il loro piano va in fumo.

La ragazza comincia ad avvertire qualcosa che non va, diviene cattivissima oltre che assetata di sangue e inizia a trasformarsi in vampiro, non ho sbagliato a scrivere, il suo aspetto le sue battute sono inspiegabilmente da vampiro. La sua sorellina però continua a fidarsi di lei, anche dopo che decide di chiamare a raccolta tutti i licantropi e fare una strage. Una volta terminato di uccidere tutti, le amorevoli sorelle si accarezzano sedute su una soffice coltre di neve. Fine.

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