Reign

E’ bastato un brutto stato influenzale per costringermi a letto e abbassarmi le difese al punto di accendere la televisione e lasciarla sintonizzata su Reign. Le critiche che avevo sentito su questa serie tv della CW, riguardavano qualsiasi ambito: attori, sceneggiatura, ambientazioni, dialoghi e costumi; non voglio certo smentire il tutto, la realtà è che questo programma sottolinea le sue stesse lacune, tuttavia ho deciso di essere più sincera di chi lo ha recensito prima di me e ammettere che sotto diversi punti di vista è piacevole da guardare.

Il primo punto a suo favore riguarda il periodo storico nel quale è ambientato, il mio preferito; inoltre è poco impegnativo, non c’è bisogno di seguire ogni singola parola di ogni puntata, per non perdere senso della trama e anche quando si riscontrano degli errori, sono innocenti e non suscitano rabbia nello spettatore, bensì una spontanea risata.
Reign mi ha riportato un po’ ai miei 14 anni, tra balli vestiti di alta moda e scandali, sono riuscita a comprendere il grande seguito di giovanissime, che ha raccolto nel corso delle stagioni. La soundtrack è composta da brani attuali e crea uno strano contrasto che sembra funzionare, mentre l‘accuratezza storica è stata volutamente lasciata da parte, per lasciare spazio al classico e più coinvolgente triangolo, tra la protagonista Mary Stuard, il suo promesso sposo Francis principe di Francia e il suo illegittimo fratello. Come se non bastasse, ad aggiungere un tocco di magia e mistero a corte risiede anche Nostradamus, che vede il futuro attraverso le sue famose profezie, a volte esageratamente drammatiche, ma ad allentare la tensione ci pensano le dame di compagnia di Mary, sempre immischiate in amori impossibili e nuovi pettegolezzi per cui vale la pena attenere la puntata successiva.

“- Ti capisco. Davvero. Ma nessuno di questi motivi per cui non dovremmo stare insieme viene dal cuore. Devo lottare… contro ogni mio istinto che mi attira verso di te. Quando siamo insieme mi accorgo di ogni tuo singolo respiro. Quando siamo lontani, perfino il vento mi fa pensare a te.
– Sarai la mia rovina. E io la tua.”

 

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