Stolen: Figlia della luna

Stolen è l’atteso seguito di Bitten (già recensito) ideato da Kelley Armstrong. La storia è sempre incentrata su Elena Michaels, che dopo aver fatto pace con se stessa e con la sua natura di lupo, si ritrova  finalmente riunita al suo antico amore Clay; dopo aver scaricato poco dolcemente il suo compagno umano.
Mentre Bitten narrava esclusivamente la vita del branco di licantropi di Elena e Clay, Stolen vede apparire la minaccia di mezzi-demoni, vampiri, negromanti, maghi, sciamani, streghe e chi più ne ha più ne metta. Tutte queste creature soprannaturali sono state rapite per essere esaminate e studiate in un imponente e tecnologico laboratorio, ideato da un multimiliardario a mio parere molto annoiato.

Il bello arriva quando Elena, in seguito a un dinamico rapimento, entra a far parte del club di cavie; a questo punto la storia dovrebbe diventare un thriller mozzafiato dai mille risvolti imprevedibili, eppure ai miei occhi è risultato un gran caos, la passione di Clay nella ricerca della sua innamorata è una mossa azzeccata e ben riuscita, tuttavia nella trama continuano a venir fuori parecchie incomprensioni.
Elena nella sua prigionia perde il suo status da eroina guadagnato nel primo libro, appare eccessivamente spaventata e incapace, tutto ciò che fa è conoscere nuovi personaggi, arrabbiarsi, impaurirsi e toccarsi i lunghi capelli biondi. L’azione ricomincia quando riescono a farla evadere dalla struttura di ricerca, anche in quell’istante però Elena non sembra più essere la furia assassina di Bitten, inutile dire che il tutto mi ha delusa molto.
Consiglierei l’acquisto di Stolen? Non direi, la cosa migliore sarebbe assaporare Bitten pagina dopo pagina e terminare l’avventura di Elena alla fine del volume.

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2 thoughts on “Stolen: Figlia della luna

  1. carmy il said:

    Ciao, ti ringrazio per la segnalazione. Non sapevo nulla di questo libro e dopo aver letto l’articolo sono davvero tentata di leggerlo. Il genere è indubbiamente uno dei miei preferiti. 😉

  2. Denise F. il said:

    Non sono un’appassionata del genere, ma all’inizio della tua recensione la storia sembrava essere abbastanza interessante.. Mi piace comunque il tuo modo di recensire i libri o le serie tv, perché ci metti molto del tuo, quasi come se chi legge stesse ascoltando un’amica che parla di quell’argomento.. Penso sia questo il senso di avere un blog invece che avere il titolo di critico professionista, quindi complimenti!!! 😉

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